Il nuovo anno si prospetta, come di consueto in ambito artistico-musicale, ricco di uscite, progetti, eccitanti feste e stimolanti iniziative.
Tra tutto questo fermento mi è giunta voce che il jacking duo tedesco Snuff Crew lancierà il nuovissimo album.
"Behind The Masks" è il già promettente titolo e in più vanta collaborazioni del calibro di Mr. Tyree Cooper e Robert Owens from Chicago, Hard Ton e Kim Ann Foxman (entrambi nomi noti al pubblico di Discosafari) e last but not least Rachel Row, con la sua fresca voce femminile.
L'album è una jackin' bomba schizzata da vorticose e pulsanti linee acide, guidata da classici housy-arpeggi di piano ed incisive rappate Hip House.
Come spesso accade la produzione di un nuovo album è seguita da un tour e gli Snuff Crew saranno in giro per il globo da febbraio fino a fine dicembre.
Va inoltre segnalato che non mancheranno nuovi Ep nel corso dell'anno e alcune anticipazioni riguardano le loro produzioni su label quali Sci+Tec, HotMix, Skylax e ovviamente Killekill e Snuff Trax.
posted by Aum Baum
Questo è il loro ultimo live del 2011 registrato al Nouveau Casino di Parigi, godetevelo!
Ha stile per come porta i capelli, per come sorride e perché nei live c'è sempre il suo amico Buddy Sativa che suona il Microkorg come fosse un Juno.
Chinoiseries pt 2, dato che l'ha suonato Onra, c'ha stile pure lui.
La storia è bellissima, il sogno di tutti i beatmaker del globo, andare in giro per i peggiori negozi di dischi della Cina a pescare rarità e suoni che da noi non arriveranno mai!
Rispetto alla prima parte autoprodotta nel 2007, che poi non doveva essere parte di niente ma un LP chiuso e basta, questa seconda parte esce su All City Records.
Significa che c'ha la versione in doppio LP, la versione in cassetta, la versione mp3 e la versione FLAC. C'ha pure il merchandise da bancarella come per i fan di Vasco.
Rispetto al primo è un po' monotono. Ma è davvero l'unico piccolo difetto che viene fuori dopo un ascolto molto attento a capire tutto il far est che Onra ha ascoltato per selezionare quei campioni rispetto ad altri milioni.
In questa seconda parte ci stanno gli strumenti tradizionali, che li senti e non sai mai come li potresti usare, ci stanno i dialoghi dei film che chissà da quale film vengono e vai a capire cosa si stanno dicendo e perché è sempre tutto così drammatico, ci sta la hit Fight or Die che è anche la soundtrack del video teaser e che io me la sento mille volte al giorno perché c'ha un attacco spettacolare.
Sono 32 pezzi che sembrano tutti dei classici e parte di una storia comune, tutti con quella pompa che non capisci come si fa a far uscire roba così da una MPC 1000.
Secondo me lui ce l'ha pimpata!
E' uscito ormai da una decina di giorni ma non se ne può non parlare: sarà per il tocco inconfondibile di Kieran Hebden, vero nome di Four Tet, sarà per l'alone di reverenza che gira intorno al Fabric, uno dei pochi club al mondo a instaurare un vero rapporto di connessione e scambio con gli artisti che vi suonano, oltre che con il pubblico.
FabricLive 59 è l'ultima tappa in ordine di tempo (QUI la celebra lista di predecessori) delle compilation mixate da ospiti sempre diversi per lo storico club londinese e Four Tet parla così della sua esperienza per questo progetto:
This mix is not about my DJing. It's about London and fabric and nights out and my take on all that. The memories and the influences. I used old and new music, I used recordings of fabric, and I made new tracks of my own for it. I hope people play it fucking loud and lose their minds in it and remember or imagine what it's all about.
Preceduto dal singolo "Locked"(un'intensa preview di quasi nove minuti), non si può certo dire che il mixato di Kieran scorra fluente dall'inizio alla fine in un percorso stabilito: è un set dinamico e spezzato, che richiede attenzione e fa soffermare su diversi spunti stilistici collegati da linee di ponte tra passato e presente. Il suo eclettismo ne è la forza, la sua capacità narrativa è la guida a cui abbandonarsi per comprenderne la completezza.
Tracklist:
1. Intro
2. Michael Redolfi – Immersion Partielle [INA-GRM]
3. Crazy Bald Heads – First Born [On-Tick]
4. Persian – Feel Da Vibe [Same People]
5. KH – 101112 [unreleased]
6. Youngstar (Musical Mob) – Pulse X [Inspired Sounds]
7. Crazy Bald Heads – First Born (Four Tet Remix) [unreleased]
8. Floating Points – Sais (dub) [Eglo]
9. Apple – Mr Bean [Appsolute]
10. Manitoba – Webers [Leaf]
11. Big Bird – Flav (Urban Myths Remix) [Nice n Ripe]
12. Genius – Waiting [Kronik]
13. Four Tet – Fabric [unreleased]
14. David Borden – The Continuing Story of Counterpoint Part Nine [David Borden]
15. STL – Dark Energy [Something]
16. Percussions – Percussions One [unreleased]
17. C++ – Angie’s Fucked [Music For Freaks]
18. Burial – Street Halo [Hyperdub]
19. KMA – Cape Fear [KMA]
20. WK7 – Higher Power [Power House]
21. Ricardo Villalobos – Sieso [Cadenza]
22. Four Tet – Pyramid [Text]
23. Red Rack ‘em – How I Program [Bergerac]
24. Active Minds – Hobson’s Choice (Tune For Da Man Dem) [white]
25. Armando Gallop & Steve Poindexter – Blackholes [Muzique]
26. Outro
27. Four Tet – Locked [Text]
Ps: chissà se l'uomo ritratto nella cover è davvero Four Tet con la testa sotto un polpo. Sarebbe ancora pù epico.
No, non ho mai pensato di far parte di una crew di rappers, non ho mai pensato di vestirmi con i pantaloni del mio fratello più obeso ed attaccargli delle bretelle per potermi trascinare per strada molleggiato, con la canotta bianca e le mutande di American Apparel in bella vista.
No non ho mai pensato di fare il gangster ma poeta, il disadattato ma illuminato, non ho mai pensato che qualcuno possa entrare in un locale e scaricarmi addosso la sua Magnum scolpendo sui miei pettorali disumani cicatrici da unire con un pennarello come nei migliori rebus per ragazzi.
No, non ho mai pensato di avvicinarmi così tanto al mondo del Rap, e soprattutto a quello Europeo.
Si perchè, sfatando il mito americano, questo linguaggio viene masticato anche nel vecchio continente e in special modo in Inghilterra, dove l'ispiratoPaul White trita il concetto canonico in un concentrato di suoni, campioni e percussioni che svegliano gli istinti degli scettici coccolandoli con un fritto misto dal sapore funk e soul da ghetto newyorkese.
Non trovo altre parole da attribuire a questo progetto, non servono aggettivi per questo artista perchè sono felice di essermi liberato da quel pre concetto che la mia adolescenza aveva creato pensando al Rap, ma soprattutto al Rap made in Italy come ad una bacinella piena di cloni poeti che dal "senti bella potevi anche dirlo....." sbaciucchiano il successo chiamandolo "pischella".
Per fortuna ho incontrato Paul White.
Spinto da venti Nord Europei, Apparat butta l'ancora e ormeggia in terre scandinave piene di enfasi, pathos e olii profumati scambiati nei mari lontani e profondi con la Compagnia delle Indie.
Si perchè se la religione Musica l'ha portato fino a qui, un buon motivo ci sarà.
Dimentichiamoci la sua figura da maestro del tre quarti, della break house spezzata e incalzante per riviverlo in una condizione quasi mistica, riflessiva e forse anche introspettiva.
Le fragranze di incenso si mischiano alle temperature gelide delle frastagliate coste del mar Baltico in un mix di suoni rock ed elettronici dal sapore ambient; la sua voce perpetua ti lascia a gambe incrociate e palmi delle mani rivolti al sole come nei migliori momenti di concentrazione zen, scuotendoti l'animo e portandoti a respirare aria fresca che purifica la mente - ma soprattutto lo spirito.
posted by Kollektiv Smokeless
Apparat - The Devil's Walk Mute Records 27 settembre 2011
Say What? House Music All Night Long.... potrebbe tranquillamente essere il claim dell'omonimo album di Azari & III. Il gruppo di Toronto raccoglie il sound che l'ha reso famoso e lo chiude in un lavoro ricco di sonorità 80s House che lo contraddistingue nei dancefloor più roventi, suonato e supportato dai djs di tutto il mondo. Alixander III e Dinamo Azari si appropriano del lascia passare per i palcoscenici più importanti della scena clubbing worldwide cavalcando ricordi della scena Chicago house con ritmiche incalzanti, synth potenti e melodie trascinanti che farebbero muovere anche i ballerini più ingessati della pista. Volere-volare con Change of Heart alla mattina di una notte di mezza estate per richiudere gli occhi e continuare a muoversi sensualmente con Manhooker; scoppiare in un urlo liberatorio con Hungry for The Power e poi ballare il boogie con Reckless. Manik chiude l'album e come nuovo singolo in uscita su "Turbo" sfoggia remixer di altissimo livello come Dj Sneak e Maceo Plex. Stanchi delle feste ingessate?
posted by Kollektiv Smokeless
Azari & III - Azari & III Loose Lips Records agosto 2011
Ancora niente gate. Lo schermo recita un generico "wait please". Siamo spersi, anche a causa del jetleg che si unisce a un fuso che ancora non abbiamo capito. Immersi in un via vai di gente e annunci dal sapore arabo, mi sento in bilico tra l'essere immerso nella realtà che ho attorno e il viverla solo da spettatore, come dietro uno schermo appannato da un piacevole senso di estraneità. Sting sembra non gradire questo brivido di alienazione (ricordate? "I'm an alien, I'm a legal alien..."), io invece me lo gusto in solitudine, Sennheiser in testa e volume giusto quel tanto per coprire il vociare indistinto che mi circonda.
Se la vita è un sentiero che tracciamo cogliendo i regali lasciati in giro dalla dea Serendipità, ecco il mio prossimo pacco dono: l'album di John Tejada.
Di solito chiudo gli occhi per assaporarmi un disco. La realtà tende a seguire un ritmo suo proprio e se non ce ne si stacca, si rischia di rendere insipida l'anima della musica. Ma con "Parabolas" la prospettiva cambia. È la musica che inizia a dirigere la brulicante vita aeroportuale che ho davanti agli occhi. Il ritmo dei passi veloci dei viaggiatori, le scritte lampeggianti dei monitor, gli aerei che decollano.
Quello di Tejada è un disco d'ambiente. Non prendetela con la solita accezione criticamente corretta di noioso, insipido. All'opposto: è un disco che racconta storie, anzi fa raccontare storie alla realtà' che vi circonda. Se ormai le sonorità minimali e/o "massimali" hanno per lo più uscite di moda, in "Parabolas" ritrovano un nuovo senso e maturità. Come già era stato ad esempio in "The end of it all", i suoni gentilmente acidi e sintetici tipici del produttore californiano si riprestano a intenti più introspettivi e spirituali, regalandoci un istante di sospensione dalla nostra quotidianità frenetica.
La domanda che sembrano porci le varie tracce è: "ma dove state correndo?".
Un invito a riscoprire la nostra intimità più profonda in un mondo dove tutto, e ahimè anche la musica elettronica (intesa nel senso più commercialmente lato possibile) è orientato alla ricerca dell'intenso, dalle emozioni all'immagine, invece che del profondo e segreto. Ed è una gioia veder uscire questo disco sulla ormai sempre meno influente Kompakt, qualche anno fa tra le culle di un suono tipicamente tedesco che ha ormai fatto il suo corso. Un disco digitalmente incantato, emozionalmente fuori dal coro, personalmente meraviglioso.
In occasione del tour europeo per l'uscita del primo album solista edito dalla sua Full Pupp, Il Principe norvegese della disco, Prins Thomas, è arrivato la scorsa settimana a Milano per la prima delle date italiane che l'hanno visto ospite della serata Detuned al Tunnel, poi in viaggio per Bologna, Locomotiv e Roma, in una preview-night del festival Dissonanze.
Mr. Thomas ha lo stile nelle vene, un incredibile gusto nella commistione di suoni eterogenei che ti guidano in un viaggio onirico dalle connotazioni space disco, senza tralasciare la spiccata influenza kraut, le componenti psichedeliche e adult orientated rock che emergono proprio in questo suo ultimo lavoro presentato a Milano il 23 Aprile in sessione pomeridiana al negozioSerendeepity, a casa dei Barking Dogs. Tra l'altro il duo milanese non si fa certo mancare il piacere di aprire molti dei guest djs di passaggio a Detuned e quella sera è stato Cristian Croce a fare gli onori come "local hero".
E il party? Chi ha una vaga idea della dialettica sonora di Prins Thomas può immaginare l'elevato livello di coinvolgimento e fascinazione a cui le orecchie sono sottoposte quando decide di sfoggiare il meglio della sua cifra stilistica. Chi invece non ce l'ha, vada a farsi questo assaggio di pura selezione dall'ultimo mix fatto per Beats In Space.
Poi quello che succede quando il locale è carico e si scuote ai fremiti delle onde sonore, aggiunge quella componente che diventa piacere e pazzia, nell'imprevisto che ti trascina da un beat sincopato e profondo a un classico che ti fa cantare a squarcia gola... "Clowns to the left of me, Jokers to the right, here I am, stuck in the middle with you..."
Se a un certo punto sfodera un Celentano DOC, cosa ti rimane da dire? ... e poi comunque... Tequila!!! Vibrazioni ebbre in vorticoso circolo, via le scarpe ... e la pista in amore cosmico, assecondando il tramonto di una "FESTA" all'alba di un nuovo giorno.
Certo non c'era da aspettarsi altro da uno degli uomini di spicco di quella corrente scandinava che tiene alto lo scettro di genere: la sua attività sulla scena discografica europea è ben nota grazie alla label Full Pupp,
esclusivamente concentrata sulle produzioni della “Norwegian Rude Viking Disco”, e alla più recente Internasjonal, nata per estendere il bacino degli artisti anche alla scena internazionale.
La Disco Trinità di nordica provenienza composta da Thomas, Lindstrøm e Terje è ormai sulla bocca di tutti da tempo e proprio il prossimo 7 maggio Todd Terje tornerà su suolo milanese, sempre ospitato dalla crew di Detuned, per il closing party di stagione al Tunnel... perché spostarsi, in Norvegia si sta bene!
Per chi c'era e vuole rinfrescarsi le idee, ma anche per chi, digraziatamente, non era presente...