La prima serata come dj fu all’ incirca nel novantacinque in un
centro sociale modenese, una session arrabattata e vinilitica di giovane
drum n’ bass e downtempo d’autore, embrioni di big beats.. A seguire
selezioni d’ ambiente infinite, passando da Klaus Schulze a Future Sound
of London mentre gli avventori scolavano birra e fumavano. Tutti
sembravano presi ma in quegli anni ogni cosa aveva un ché di profondo.
Da
allora da un locale all’ altro a conoscer gente, ballare fino al temuto
cinguettio dei primi uccelli, ascoltare tanti artisti improvvisati e
maestri: dj, picchiatori, filibustieri.
Dopo vari demo su cassetta
(uno anche a Ninja Tune, ingenuamente) ecco giungere il primo progetto
live con Negroni Taste Department nel novantotto: la tipica open minded
live band dal background tutto punk&rap fondeva le sue ritmiche con
loops da campionatore e sequencer digitali. Arrivano date in Italia, una
memorabile al Brancaleone di Roma nel duemila, poi l’ attività si
concentra nuovamente sul mix di atmosfere e beats: i Negroni diventano
un collettivo di dj e banchettatori a tutti gli effetti sino a lasciare
Niccolò Bruni alle prese con bozze di idee e il progetto di un’
etichetta discografica che diventa realtà solo nel duemilasette:
Pizzico.
Il nome è ispirato all’ infanzia, alla caterva di
siringhe trovate nei parchi, alla paranoia dei genitori, ma anche a un
suono, un modo tutto italiano di vedere le cose e soprattutto di farle:
dalla Balera Romagnola alla Baia degli Angeli il passo non è poi come
così lungo. L ‘italo approccio si delinea come il trait d’union della
crescita musicale di Niccolò che ora veste i panni di Billy Bogus, un
nome stronzo come un altro manco fossimo negli anni ottanta, e l’
incontrollabile voglia di sfidare le regole dell’ umana convinzione
sulla musica da club: “Don Quijotte!” scandiva il brano dei Magazine
60..
Due album sulla londinese Nang, remix da e per dj-producer
freschissimi, Billy aiuta la crescita del fenomeno digital-industriale
dell’ Indie Dance.
Però i dischi si fanno ancora, lui ne fa:
remixa amici come The Heels of Love, the Bank, Sms (ex Diaframma e
Disciplinatha, nel sacro nome della continuità), licenzia brani per
Ministry of Sound, Om, Nike, Disney e crea una gang di motociclisti
rabbiosi su Pizzico: una squadra di producer che si ritrovano nella
matrice pulviscolare della label e ne alimentano il fluido con release
danzerecce da Sala B, quella che non viene mai pulita la mattina
seguente.
Sono già passati cinque anni, Pizzico festeggia con
Tabernacle: tre vinili di tracce inedite tra italo disco, downtempo e
house music da ingurgitare se avete ancora voglia di imperfezione da
club, quella che ti fa un po’ ammalare ma poi non torni più indietro.
Billy infatti se n’è andato, ci sono già quattro detectives sul caso.
(cit Billy Bogus)