Visualizzazione post con etichetta jazz. Mostra tutti i post
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mercoledì 28 agosto 2013
DR ZYGOTE - Grupo Zygote - Black Acre
La nostra beneamata Black Acre, fondata nel 2007 a Bristol e ricca di contenuti elettronici e dubstep, dopo i recenti successi che hanno visto gli alfieri Romare e Fantastic Mr Fox spopolare per mezzo mondo con il loro suono fresco e nuovo, rilascia la prima puntata della serie "Black Acre Library" curata e creata del beatmaker e produttore britannico Dr. Zygote.
Una raccolta di suoni interamente creati e suonati dallo stesso Zygote, un album biblioteca e all'avanguardia che pone l'etichetta di Bristol in cima alla scena e che segna la linea guida e gli standard moderni del genere.
Suoni granulosi e dissonanti nascondono tecniche di miscelazione originarie del dub del grande King Tubby, l'impronta Hip Hop rompe i confini ammaliando con ritmiche tipicamente Jazz e atmosfere da colonna sonora di film anni 70.
Energico produttore sin dalla fine degli anni 90 sulla celebre etichetta Boot Record, Dr Zee, si ispira abbracciando limitazioni auto-imposte nella ricerca e stimolando la propria creatività elaborando suoni unici, interamente suonati e producendo questo Lp senza l'utilizzo di campioni.
Da ascoltare tutto d'un fiato molleggiati sulle ginocchia!
Tracklist:
A1 - Alexandria
A2 - Beirut
A3 - Dragon Chase
A4 - Raga
B1 - Giallo
B2 - Drugsy
B3 - Lunar Dub
B4 - Loose
venerdì 15 marzo 2013
VERTICAL - Black Palm
La storia dei Vertical è un po’ la storia del funk.
La periferia, la blaxploitation, i bar, l’acid-jazz, le macchine, le donne, gli strobo, i pantaloni a zampa, gli occhiali di Herbie Hancock, spie ed agenti segreti, Lupin, gli inseguimenti. E il loro disco, Black Palm, è così: una miscela esplosiva e psichedelica di funk rock, acid jazz, beat.
Con influenze che variano da Beck a James Brown, da Fela agli italiani Area, la musica dei Vertical è un centrifugato energetico in pieno stile funk anni '70, nero, in cui spiccano soluzioni soul e momenti meditativi - che si alternano ad altri decisamente "cinematici". Il beat è felice, il groove incalza, l'originalità risalta nel modo in cui il gruppo mette d’accordo funk e afro beat, creando una propria visione sonora personale, in cui si impastano armoniosamente tra loro diversi tipi di “clichè” musicali.
La periferia, la blaxploitation, i bar, l’acid-jazz, le macchine, le donne, gli strobo, i pantaloni a zampa, gli occhiali di Herbie Hancock, spie ed agenti segreti, Lupin, gli inseguimenti. E il loro disco, Black Palm, è così: una miscela esplosiva e psichedelica di funk rock, acid jazz, beat.
Con influenze che variano da Beck a James Brown, da Fela agli italiani Area, la musica dei Vertical è un centrifugato energetico in pieno stile funk anni '70, nero, in cui spiccano soluzioni soul e momenti meditativi - che si alternano ad altri decisamente "cinematici". Il beat è felice, il groove incalza, l'originalità risalta nel modo in cui il gruppo mette d’accordo funk e afro beat, creando una propria visione sonora personale, in cui si impastano armoniosamente tra loro diversi tipi di “clichè” musicali.
domenica 10 marzo 2013
Podcast #9 - RICCIO
Riccio è nato e cresciuto in quel di Bologna, socio del negozio di dischi Main Street Records (dal 2003 al 2009), comincia la sua avventura musicale con la cult label Super Value, di cui è co-fondatore e per la quale sforna, dal 2008 al 2011, una serie di incredibili re-edits, re-works e reninterpretazioni della più selezionata e oscura black-music (dal funk alla disco, dal soul all' hip hop) riproponendola al mercato underground internazionale con nuovi arrangiamenti e nuovi suoni aggiunti in post-produzione.
martedì 22 gennaio 2013
ORLANDIVO - Orlandivo - Kindred Spirits
Kindred Spirits rilascia ufficialmente la ristampa di un classico del '77 per gli amanti della musica Bossa e Brasil.
Orlann Divo si trasferì a Rio de Janeiro nel 1946, dove ha iniziato la sua carriera come promettente percussionista nella band di Ed Lincoln - figura portante del movimento Brazilian Jazz di allora.
Nei primi anni '60 i lavori da solista danno grande importanza al suo sviluppo artistico che sfocia nelll'omonimo album su Copacabana Record nel 1977.
Per tutti i collezionisti di dischi e amanti del genere brasiliano sparsi in tutto il mondo, questo album rimane un vero e proprio classico del suono Bossa e Samba downtempo: dopo 25 anni rivede la luce con questa ristampa che darà la possibilità al grande pubblico di rivivere le atmosfere oscure scritte da Orlann ormai tanto tempo fa.
Tracklist:
A1. Tudo Joia
A3. Gueri - Gueri
A4. Tamanco No Samba
A5. Juazeiro
B1. Onde Anda O Meu Amor
B2. Disse Me Disse
B3. Palladium
B4. Bolhinha De Sabao
B5. A Felicidade
Orlann Divo si trasferì a Rio de Janeiro nel 1946, dove ha iniziato la sua carriera come promettente percussionista nella band di Ed Lincoln - figura portante del movimento Brazilian Jazz di allora.
Nei primi anni '60 i lavori da solista danno grande importanza al suo sviluppo artistico che sfocia nelll'omonimo album su Copacabana Record nel 1977.
Per tutti i collezionisti di dischi e amanti del genere brasiliano sparsi in tutto il mondo, questo album rimane un vero e proprio classico del suono Bossa e Samba downtempo: dopo 25 anni rivede la luce con questa ristampa che darà la possibilità al grande pubblico di rivivere le atmosfere oscure scritte da Orlann ormai tanto tempo fa.
Tracklist:
A1. Tudo Joia
A3. Gueri - Gueri
A4. Tamanco No Samba
A5. Juazeiro
B1. Onde Anda O Meu Amor
B2. Disse Me Disse
B3. Palladium
B4. Bolhinha De Sabao
B5. A Felicidade
lunedì 21 maggio 2012
IG Culture: Soulful Shanghai (Kindred Spirits)
Nuovo album per Ian Grant a.k.a IG Culture che disegna la discendenza
diretta coi valori artistici di musicisti jazz come Harry Whitaker e Roy Ayers, presentando uno stile musicale attuale ricco di ritmi Hip Hop,
Electro e House.
Collaborazioni e riferimenti importanti per esprimere contenuti sociali che per Ian Grant sono alla base della produzione musicale sin dai tempi di New Sector Movements e Quango.
Soulful Shanghai è la continuazione del Jazz e dei diritti civili impressi su Strata East da nomi come Gil Scott Heron, è la continuazione del Funk , discendente dall'Hip Hop e lontano cugino della Techno di Juan Atkins. E' l'esplorazione dello spazio profondo.
Collaborazioni e riferimenti importanti per esprimere contenuti sociali che per Ian Grant sono alla base della produzione musicale sin dai tempi di New Sector Movements e Quango.
Soulful Shanghai è la continuazione del Jazz e dei diritti civili impressi su Strata East da nomi come Gil Scott Heron, è la continuazione del Funk , discendente dall'Hip Hop e lontano cugino della Techno di Juan Atkins. E' l'esplorazione dello spazio profondo.
Posted by Kollektiv Smokeless
Tracklist
1. Can't Believe It ft. ID4
2. Truth ft. John Robinson
3. Core Exit ft. Bilaal Salaam
4. Talkin' Bout Mine
5. Black Rennaissance ft. Akwasi Mensah
6. Futures Back ft. K Banger
7. Take It There ft. K Banger
8. The (blessed) Mizells ft. Akwasi Mensah
9. Half Black Half Japanese ft. John Robinson
10. Bluff and Fold (Gamble and Bluf)
11. Catalog Pieces ft. John Robinson
12. The Revolution Will Not Be Tell Lie Vise
13. Do The Math ft. ID 4 Windz
1. Can't Believe It ft. ID4
2. Truth ft. John Robinson
3. Core Exit ft. Bilaal Salaam
4. Talkin' Bout Mine
5. Black Rennaissance ft. Akwasi Mensah
6. Futures Back ft. K Banger
7. Take It There ft. K Banger
8. The (blessed) Mizells ft. Akwasi Mensah
9. Half Black Half Japanese ft. John Robinson
10. Bluff and Fold (Gamble and Bluf)
11. Catalog Pieces ft. John Robinson
12. The Revolution Will Not Be Tell Lie Vise
13. Do The Math ft. ID 4 Windz
14. A Tangible Dream ft. Bilal Salaam
15. Outsider (the lite) ft. Eagle Nebula
16. Whats Happening ft. K Banger
17. The Kikanju Baku Peace Arkestra
15. Outsider (the lite) ft. Eagle Nebula
16. Whats Happening ft. K Banger
17. The Kikanju Baku Peace Arkestra
giovedì 31 marzo 2011
Nostalgia 77 | The Sleep Walking Society
Benedic Lamdin aka Nostalgia 77 dal 2002 non si da pausa e continua a proporci il suo sound ricco di sonorità hip hop, old jazz e funky oscuro.
Vero è che il duro lavoro paga sempre, e non soltanto per i vari riconoscimenti - primo tra tutti con la consacrazione avvenuta al Gilles Peterson BBC Worldwide Awards nel 2006 - ma per gli intrecci e gli sviluppi di un lavoro, di un progetto rivolto alla ricerca sempre più sofistica di un suono preciso e contraddistinto.
Ben ci ha già abituati sempre a svariate collaborazioni, ma per questo suo ultimo lavoro in uscita su True Thoughts sceglie la voce della cantante tedesca Josa Peit e di musicisti del calibro di Tim Giles, Ross Stanley, Fulvio Sigurta, Natalie Rosario, Kaz Simmons James Allsopp, Mark Hanslip, Riaan Voslooche, per arricchire i groove funk e le melodie soul con cui ci culla con spensierate fantasie primaverili.
Un album da ascoltare tutto d’un fiato come lode alla luce, al sole che ci scalda e ci rigenera dopo il lungo inverno.
posted by Kollektiv Smokeless
Nostalgia 77
"The Sleep Walking Society"
True Thoughts
Marzo 2011
Disponibile in Lp (+ Cd) e Cd
martedì 12 ottobre 2010
Will Sessions: Kindred
Will Sessions è l’ennesimo volto di Detroit, quella motor town patria della black music che non finisce mai di sorprenderci. Giovane ensemble di otto elementi capitanato dal trombettista e arrangiatore Sam Beaubien, Will Sessions raccoglie un’eredità preziosa e ci dimostra nell’ampiezza stilistica della sua produzione (hip-hop, jazz, funk...), come le molte facce di Detroit abbiano un’unica anima.
Kindred, l’album appena uscito su The Few è un tributo ai maestri del jazz-fusion, a maestri come Miles Davis, John Coltrane, Sun Ra...
A rimpolpare i già numerosi Will Sessions per l’occasione ci sono professionisti come Wendell Harrison e Jeremy Ellis; Harrison, volto noto di Tribe, presta il sax nella title track, uno struggente cool jazz dove la jam session si evolve continuamente, producendo attraverso il ritmo e il dialogo degli strumenti un sogno jazz che vorremmo non finisse mai.
Anche ‘Seven Miles’ ha lo stesso potere di ‘Kindred’, ma qui il ritmo è vellutato e ci accarezza, registrato dal basso, elemento chiave di un groove sotterraneo senza posa, mentre gli altri strumenti disegnano atmosfere delicate che crescono rompendosi progressivamente sul suono del vento che ha accompagnato la jam session.
‘Kindred’ merita un ascolto approfondito e del tempo: le tracce hanno la (rara oggi, purtroppo) capacità di trasformarsi, regalandoci l’inatteso.
Le recenti collaborazioni del gruppo con Slum Village, Mayer Hawthorne ed altri grossi calibri, nonché il background dei guest Harrison e Ellis (quest’ultimo poliedrico musicista con all’attivo releases su Transmat, Guidance e Ubiquity) ci aiutano a comprendere la grandezza della cultura musicale afro-americana, e come il suo legame con le moderne forme di musica da ballo sia indissolubile.
posted by Francesco Soragna
Will Sessions - "Kindred"
Few Records 2010
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