This autumn marks the release of Paul Woolford's debut full-length album
as Special Request. Following a run of four incendiary 12-inches on his
own imprint that drew attention from right across the dance music
community, the UK producer and DJ will deliver Soul Music - diving even
deeper into the raw energy of UK pirate radio influences that informed
his previous EPs - via fabric's recently established label, Houndstooth.
Using a studio built almost exclusively from vintage hardware and
boosted by industrial-strength EQ and an FM transmitter, Woolford
constructs what he refers to as "false memories" broadcasting his
material in order to sample and re-incorporate it in a myriad of
different ways. The outcome of this unorthodox method is an album of
considerable weight. This debut will be released in two stages: 7th
October sees the album released on a triple vinyl LP; whilst the CD and
digital versions, released on 21st October, include a bonus volume
featuring the Special Request VIP of Tessela's Hackney Parrot (already
played 5 times on BBC Radio 1 across 3 different shows) alongside the
remix of Lana Del Rey's 'Ride', further tracks from the previous 12-
inches, plus unreleased reworks from Detroit's Anthony Shakir, New
York's Anthony Naples, Leipzig's Kassem Mosse & Mix Mup, Chicago's
Hieroglyphic Being and London's Lee Gamble. Not for the faint hearted...
Mi sono sempre fidato di Gilles Peterson e delle sue selezioni e proposte musicali. Quindi quando Gilles incluse alcuni pezzi di James Blake nel suo show su BBC Radio 1, pur storcendo il naso di fronte ad un ragazzetto inglese che cantava una nenia, ho seguito i consigli del maestro. James Blake è un bravo pianista e compositore e la sua musica è sperimentazione, a mio avviso più pop che elettronica, anche se etichette culto nel panorama elettronico hanno creduto in lui (vedi il 12” “CMYK”, uscito su R&S records l'anno scorso). Qualcuno dice che la sua musica è cupa, triste e in effetti ascoltando le tracce del EP "Enough Thunder" non si può far altro che aprire una bottiglia di scotch invecchiato, accendere una sigaretta e rispolverare quel libro che avevi giurato anni fa di finire. Nelle sei tracce che compongono l'EP si sentono echi, piani filtrati, suoni striduli di chitarre punzecchiate e modulate, accompagnate dalla voce di James che suona come un mantra. "We might feel unsound" è l'apice, oltre che dal titolo, di questa sperimentazione pop e chiude con suoni che sembrano uscire dai Matmos, cosi come in "Not Long Now", mentre in "Fall Creek Boys Choir", con Bon Iver, si gioca con voci sfumate dal vocoder e un downbeat lentissimo di sottofondo. "Enough Thunder", la title track, è pura voce e piano e richiama all'anima da compositore/cantautore di Blake. Un paio di ascolti di "Enough Thunder", ed ecco il verdetto finale: cinque sigarette, bottiglia quasi alla metà, lacrimuccia sul viso e, finalmente, libro finito.
Confesso di avere girato le spalle alla band di James Murphy alla quarta canzone, l’estate scorsa durante il live nella main room del Sonar: tutto già visto, immaginato, sentito. Almeno per me. Non è spocchia la mia nel parlare di quella che è per dato di fatto da considerare come una delle cose più importanti della decade appena trascorsa. E’ forse solo consapevolezza che quel suono, quella sensazione, quel rock progressivo che diventa elettronica e viceversa, è con il senno di poi, il vero tratto distintivo di quegli anni. Si perché di anni dall’omonimo album doppio ne sono passati ben cinque: in mezzo concerti quasi ogni notte, in ogni parte del globo e svariati artisti inventati, con la scusa di gestire un’etichetta discografia. Lcd soundsystem ora è tutto questo, un macrocosmo di esperienze, possibilità artistiche e creative, sempre con il comune denominatore della potenza sonora.
Questo è "London Sessions", un nuovo album, un déjà vu registrato dal vivo, presso i Miloco Studios di Londra (dove i Chemical Borthers finalizzano i loro pensieri, tanto per intenderci). Nove canzoni assemblate da capo, con nuovi arrangiamenti ed equilibri, eccezion fatta per “Your city’s a sucker” - autentica bomba teutonica bside di una delle loro prime pubblicazioni.
Dopo questa prima premessa, voglio però permettermene una seconda, ovvero che non dimentico mai di essere stato adolescente, forse perché vivendo ancora da tale immagino che codeste parole possano finire d’innanzi a un mio simile formato diciassettenne, curioso di sapere cosa succede la fuori.
Detto questo considero questo un grande album, che forse però io non comprerei mai. Non è per il contenuto al suo interno anzi, le versioni sono si suonate dal vivo, come nei più classici studio album; forse non ho la razionalità di scindere tra la bellezza oggettiva dei brani in questione e le reminiscenze soggettive che hanno plasmato non tanto la mia persona, quanto la mia personalità.
“Daf punk is playing at my house” (indimenticabile la edit apparsa il capodanno due mila e cinque durante l’essential mix dei 2Many Djs su Bbc Radio 1), “Us & them” o ancora “All my friends” sono tracce che hanno forgiato non solo il mio orgoglio, ma quella di un’intera generazione. Per questo motivo ho definito questo disco come un grande album: perché è la fotografia migliore, la più nitida e ad alta definizione di un gruppo così maturo da fare la storia del suo tempo, così intelligente da non rincorrere se stesso e pronto a celebrare il 2 aprile 2011, al Madison Square Garden, l’atto conclusivo di una sontuosa carriera, prima del definitivo scioglimento. Ripensandoci, la mia forse è stata forse davvero spocchia, ovvero quella di poter pensare di fare a meno di un gruppo del genere.
Ci mancherete. E tu che ancora non li conosci ancora, non sai nemmeno quanto.
posted by Ivan Minuti
Lcd Soundsystem
London Session
DFA Recording, Parlophone, Emi, Virgin
2011
Sal P, voce e batterista dei Liquid Liquid, sarà a Milano per la Design Week appena due settimane dopo la data di Ny insieme a Lcd soundsystem :
lo vedrete il 15 Aprile 2011 (Location TBD). STAY TUNED!