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martedì 27 agosto 2013

MARCEL DETTMANN - Dettmann II - Ostgut Ton


Marcel Dettmann è uno dei nomi più affidabili della techno contemporanea e sicuramente il volto più noto del Berghain di Berlino.
Marcel ha già compiuto una volta l'arduo compito di tradurre il suo sound nel formato album con il debutto omonimo sempre su Ostgut Ton nel 2010, composto da 12 sculture di pietra dedicate all'ascolto e al dancefloor.
"Dettmann II" è un vero e proprio seguito di quel progetto, una prospettiva sperimentale che vive e respira un naturalismo raro per un album techno e che impressiona soprattutto per la sua attenzione narrativa crescente.
Materiale d'ambiente di alto livello si mischia con binari di alluminio maestosi e costruiti con collaborazioni d'eccellenza che vanno dall'inquietante "Outback" ricca del contributo dello statunitense Levon Vincent, alla spettrale "Seduction" con il supporto vocale di Emika già nota a molti per le sue release su Ninja Tune.
Un album che allude a nuove direzioni, insolitamente melodico, saldamente levigato da Dettmann e scritto mantenendo fisso lo sguardo verso ciò che lo ha reso celebre nel passato.


Tracklist:

01 - Arise
02 - Throb
03 - Ductil
04 - Shiver
05 - Lightworks
06 - Soar
07 - Outback
08 - Seduction feat. Emika (CD Version)
09 - Radar
10 - Corridor
11 - Stranger
12 - Aim


mercoledì 17 luglio 2013

SCANONE - Scenes - Yellow Machines


"Scenes" su Yellow Machines a firma del label owner Scanone è un inno ad Asimov e alla cultura iperfuturistica .
Release date fissata per il 5 agosto, ep composto da cinque tracce che non sfigurerebbero nella colonna sonora di un film sci-fi di fantascienza, molto cinematiche grazie al mirabile lavoro di sound engineering che sta dietro sia alla produzione che al lavoro di post-produzione che spinge l'ascoltatore in un esperienza auditiva completa, penetrante a tal punto da essere in certi frangenti ipnotica.
Trentatrè minuti, questa è la durata del viaggio che si compie ascoltando questo "Scenes", fluttuando tra stazioni interstellari, monitor, pannelli di controllo e spazio infinito.

lunedì 4 aprile 2011

Stateless | Matilda

Il quartetto di Leeds lo scoprii grazie ad Alessio Bertallot, che una sera, ricordo come fosse ieri, mentre percorrevo viale Forlanini, passò in radio un pezzo che trovai meraviglioso sin dal primo ascolto, con quel suono che richiamava forse i primi Coldplay, ma che dentro le melodie più scanzonate, aveva i colori dell’elettronica più raffinata. Era il 2007 e quell’album omonimo lo suonai più e più volte fino quasi a dimenticarmelo.
Qualche settimana fa invece incontrai  “Matilda”: un Cd bello sin dalla copertina, con quelle tinte rosse carminio che mi hanno riportato a quella delicatezza dell’album di un’altro artista che in quel periodo imparai ad amare: Paolo Benvegnù. L’album era “Piccoli fragilissimi film” che cito proprio per cercare di sottolineare la gentilezza della musica in questione.

Matilda (uscito su Ninja Tune) infatti è un lavoro che miscela con grande sapienza disparati tipi di sonorità, come l’elettronica, il dubstep, il folk a tratti.. con quelle linee mediorentali che rendono queste sonorità magiche per l’ascoltatore. 
E per una volta concedimelo, non voglio concentrarmi su un singolo o quell’altro, proprio perché su “Ariel” potrei scrivere forse l’intero primo capitolo di un tomo...


Voglio invece cercare di far trasparire la bellezza di tutta la sua totalità difficilmente descrivibile nella sua imponenza artistica. E’ il mio gusto personale, s’intende; a qualcuno potrebbe sembrare qualcosa di già pervenuto sulla Terra: ma è proprio questo che mi affascina così tanto. Il fatto che sembri nella sua interezza qualcosa di completamente già visto, udito, qualcosa di cui si è già parlato nei nostri discorsi. Ma canzoni come “I’m on fire” sono qui a dare man forte alla mia tesi che punta su una componente umana importante, tanto da sfondare violentemente le porte dell’intimità.
 “Matilda è penetrante, coinvolgente, sinuosa, arcaica, deviante”.
E’ eccentrica, è adolescenziale, soprattutto quando le frequenze basse oscillano tra le percussioni. E’ vitale e rigogliosa quando la voce del cantante esplode con tutta la sua delicatezza.

E’ per questo che mi sono permesso di scrivere una mail ad Alessio, pur non avendo tutta questa confidenza, ringraziandolo per avermi fatto accedere prematuramente a un mondo, quello degli Stateless, che forse come nessuno incarna il pianeta delle sonorità da sempre portare avanti dall’importante speaker radiofonico. E’ questo infatti l’album che incarna la quinta essenza di una trasmissione come B-Side, luogo a cui ho sempre guardato con ammirazione sin da ragazzino proprio per la capacità creativa del suo ideatore nel mischiare tra loro i diversi stati d’animo della musica contemporanea. Perché purtroppo quando si parla di elettronica si pensa sempre alla techno, alla musica da ballo, dimenticando che negli ultimi vent’anni sono stati e sono proprio gruppi come Massive Attack, Almamegretta qui in Italia, o gli stessi Radiohead (a cui i quattro si rifanno) a portare avanti con decisione la sperimentazione musicale.
Mi sbilancio nel concludere (per quello che può importare) affermando che questo è uno di quegli album che segnerà un profonda linea di confine con gli anni zero, che abbiamo ormai da tempo alle spalle.. Matilda è sublime e raffinata. Matilda è u’incontro fortunato. Matilda è un album che incarna la femminilità, l’eleganza dell’animo umano in generale. Matilda, e te lo dico davvero con tutto il cuore, è un album davvero meraviglioso. 
posted by Ivan Minuti


Stateless  - "Matilda"
Ninja Tune 
Febbraio 2011