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sabato 6 agosto 2011

Matt Friedberger | Solos

Matt Friedberger, Solos, Vinyl

Per questo ragazzo dell'Illinois, il 2011 sarà sicuramente un anno da ricordare, un anno memorabile non solo per lui ma anche per chi lo conosce e lo ascolta.
Si perchè nel novembre del 2010 Matt annunciò tramite stampa che per l'anno a venire sarebbe uscito con una serie limitata in vinile, in sei releases, composta da otto - e dico otto - album, intitolata Solos. E così Matt in pochi mesi (fin'ora) tira fuori tre perle di assoluta freschezza e limpide all'ascolto: Napolèonette, Meet me in Miramas e Old Regimes. Si tratta realmente di "solo" album, creati approfondendo la conoscenza di svariati strumenti  che sottolineano l'eleganza di questo artista che tra piano, chitarra e arpa ci fa ri vivere emozioni rock(abilly) spente ormai dal fu Alan Vega in Jukebox Babe.
Sì, approfondire significa entrare, vivere e vestirsi di quel corpo esterno a corde, tasti e pedali che tira fuori suoni e melodie sul quale imprimere una sorprendente voce blues; conoscere ed esprimersi con un solo strumento dal quale far uscire un intero album, e un altro ancora e ancora e ancora.
Per rendere l'idea il sottoscritto ha addirittura pensato di importare nel freddo formato digitale un sample di questo imperdibile lavoro - ma solo per farvi venire voglia di comprarvi un giradischi.

Ah forse dimenticavo di dire che Matt e sua sorella Eleanor sin da ragazzi sono cresciuti suonando e cantando insieme, e avevano già fondato un duo indie rock chiamato The Fiery Furnaces, che ha visto pubblicato il primo album da Rough Trade nel 2003 e il secondo nel 2004 -  ma ormai tutto questo fa parte della storia.
Aspettando le uscite restanti previste nei prossimi mesi, fatevi un'idea della genialità di questo artista: godetevi l'ascolto.
 posted by Kollektiv Smokeless

Napoléonette, Solos, Matt Friedberger

Matt Friedberger
Solos (8 LP Subscription Series)
Thrill Jockey Records 
2011

lunedì 4 ottobre 2010

Cyndi Lauper: Memphis Blues

Ultimamente mi è capitato di preparare una parmigiana di melanzane per amici. Un gesto semplice, ma apprezzato, con mi grande stupore. Stupore si, perché nell’era del digitale, si insomma.. della condivisione globale di idee, film e ricette, tutti conoscono già tutto e stupirsi per qualcosa di semplice è già di per se una cosa che può essere considerata eccezione.
Prendi Cyndi Lauper: chiunque conosce la carriera di questa cantante, chiunque saprà indicarti il percorso di questa artista; chiunque potrebbe raccontarvi aneddoti particolari, ma non io. Io che la musica la ascolto un po’ tutta, ma che ho sempre pensato che “Girls just want to have fun” fosse un pezzo di Madonna. Stupito? lo sono anch’io.. soprattutto nell’apprezzare questo Memphis Blues.


Mi sono sentito spiazzato non tanto per il genere dell’album (sin dal titolo, un’idea te la puoi già fare), ma da come qualcosa di semplice mi abbia colpito a fondo. Si perché questo è un bell' album. Non riesco a usare altri aggettivi se non questo. Ma cosa significa bello? Immagino che sulla definizione di questo concetto si siano arrovellati per secoli i più grandi pensatori, ma ero convinto che con una breve ricerca via internet avrei trovato un modo semplice per definire questo aggettivo, ergo per raccontare questo lavoro. Invece niente. Così provo a fare da me: ogni volta che mi sforzo di cucinare qualcosa di buono, sono sempre curioso del parere altrui, che puntualmente si riduce a -”Buono!”. - “Ma come? (penso ogni volta) faccio uno spago alla bottarga, una tartare, la parmigiana e l’unica parola che mi dici è sempre buono?? Dimmi di più! “. Ecco fermo lì.
Io questo album lo trovo Bello perché è proprio come uno spaghetto aglio e olio: sarà anche qualcosa di semplice, non sarà certo cucina molecolare come quella di Ferran Adrià, ma è ruspante, vero, piacevole da ascoltare (a ogni boccone). Già dall’antipasto “Just Your Fool” con Charlie Musselwhite, tutto è croccante e saporito; e siccome l’occhio vuole la sua parte proseguendo tutto ricorda il colore rosso dei capelli dell’ormai signora Lauper certo, ma con un gusto che solo la cucina popolare sa esprimere. Ma è quando arriva il primo “Early in the mornin” con B.B. King e Allen Toussaint che capisco che non c’è una traccia che può essere estrapolata per raccontarti questa cena. Solo forse quando arriva l’amaro dell’assolo di chitarra di “Crossroads”, capisci che quella che è appena trascorso è stata davvero una Bella serata. Tutto qua. Qualcosa di Bello a cui vorrei tanto che tu partecipassi.
Ah.. a proprosito: My name is Earl.

posted by Ivan Minuti
Highlights:
06 Down Don't Bother Me
03 Early In The Mornin' 



Cyndy Lauper - Memphis Blues
Downtown Music, Mercer Street