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giovedì 29 maggio 2014
TEMPELHOF & GIGI MASIN - Hoshi LP - Hell Yeah Recordings
This June will see Tempelhof return to Hell Yeah Recordings, this time teaming up with Italian legend Gigi Masin for the ‘Hoshi’ L.P. ‘’Hell Yeah is proud to announce the release of Hoshi, another exciting full-length album project that again involves the talented Tempelhof, this time in association with legendary Italian composer, director and musician Gigi Masin.
Fellow Italians Luciano Ermondi and Paolo Mazzacani are known for their hugely musical electronica and late last year released Frozen Dancers, their most recent album on Hell Yeah. It was a master class in spacious and emotive sound that was a joy to get lost in.
For this next album, the pair team up with legendary producer Gigi Masin, who played a key role in his country’s music scene from the 1970s onwards on radio, on television and in theatre with his directorial work. Always a fine source of inspiration for newer generations, the likes of Bjork and To Rococo Rot have been known to sample Masin’s sumptuous sounds before now. Together, then, Masin and Tempelhof make perfect sense as a musical partnership as this album proves across the course of its 10 elegant tracks. The album is an exploration of peaceful ambient, of organic musical textures and brain soothing soundscapes that are as classically informed, as they are contemporarily creative. Some pieces are floating and beat-less and suspend you right at their centre, whilst others are driven by light dustings of percussion from far off in the distance.
Words like water, heaven and peaceful spring to mind when listening to this album – its truly evocative and spacious, elegant and vast in its design. Like the synth delights of Vangelis, this album spreads out in all directions – sometimes synths are joined by sombre twinkling pianos, at other times more real life found sounds or occasionally the sound of distant, drifting voices.
Despite the serenity of this album, it’s also a piece or work that really takes you somewhere: as such it’s too moving and emotive to be truly ambient as it retains your attention from start to finish. Come the end you feel like you’ve been meditating in your own world, free from the distractions of life… it’s that peerless craftsmanship from Tempelhof and Gigi Masin that make this album such a breath taking triumph.
Andrea Amaducci, as always, is at the artwork controls.’’
Tracklist:
A1 Jolla
A2 The Dwarf
A3 My Velvet Book
A4 Red Venus
A5 Interstellar Bop
B1 Buena Onda
B2 Silver Wave
B3 Joe Jordan
B4 Bow Down
B5 She Left Home
martedì 25 ottobre 2011
Bjork | Biophilia
Qualche giorno fa ho acquistato un peluche a forma di orso da regalare alla figlia di una amica. Sorprendentemente non riuscivo più a liberarmene. Mi ci sono affezionata a tal punto da giocarci continuamente, lo portavo con me ovunque e ovviamente lo abbracciavo durante il sonno. È stato come tornare per un paio di giorni bambina, immersa nell’immaginario infantile delle avventure di un orso. Non so cosa mi spingesse a ricreare in farsetto la sua voce, a travestirlo o a scimmiottarlo come fosse un essere davvero vivente, ma ne ero rapita. Adoravo quel suo non voler imitare un orso. Non era il solito Teddy Bear, ma assomigliava verosimilmente al musetto dell’animale cucciolo. Ed era in vendita in un negozio di arredamento, luogo frequentato per lo più da bambini cresciuti. Separarmene è stato a suo modo doloroso e mi ha costretto a riflettere sulla vicenda.
In che modo un’idea, se considerata in un contesto diverso, riesce ad adattarsi ad un pubblico diverso facendo leva sugli stessi sentimenti? Lo sa molto bene Bjork, la pioniera dell’avanguardia musicale, come funziona in questi casi. Con il lancio del suo ultimo progetto musicale Biophilia, un complesso scrigno di applicazioni multimediali, videogames interattivi, e solo alla fine brani musicali, ancora una volta il folletto del nord stupisce tutti. Amanti dell’Ipad e non. Non solo presenta un album parzialmente registrato attraverso un tablet ma regala a tutti i suoi fan un nuovo tipo di esperienza musicale. Musica da ascoltare, ma soprattutto da vedere, e da giocare.
Ogni canzone del nuovo album è infatti proposta attraverso un'app che contiene un videogioco del brano, la possibilità di ascoltare la canzone seguendo lo spartito integrale che scorre su un pentagramma, la versione strumentale e, ciliegina, un'analisi critica del testo.
Anticipa e offre alla creatività dei suoi ascoltatori molto più di dieci brani musicali. In qualche modo cerca di intrappolare l’attenzione del suo pubblico in un sistema ipertestuale che non concede distrazioni, quindi se prima ascoltavi Bjork sotto la doccia, ora l’app di Biophilia/Cristalline ti inchioda all’Ipad per più di mezz’ora.
La riuscita di un progetto musicale, da Bjork in poi, non si misurerà più in composizione, sperimentazione, innovazione, complessità, intensità, e timbro. La qualità di un album è ormai legata alla potenzialità di rimaneggiamento delle tracce, alla possibilità di rielaborazione dei remix, all’applicabilità dei files musicali in altri contesti, all’offerta multimediale che propone. Un album non è più un mero contenitore di musica, ma diviene un contenitore di contenuti, di apps, tarato sul numero di esperienze di realtà differenti che riesce ad offrire.
Bjork in questo modo non stupisce più solo gli intenditori di musica, ma anche gli appassionati di visuals, i creativi, gli amanti dei videogiochi, i devoti alla grafica vettoriale, i compositori, i videomakers, i tablet users, il social marketing, l’industria dell’intrattenimento e il business discografico, ridefinendo il concetto stesso di ascolto. Bjork prende un orso, lo rende interessante per un pubblico diverso e lo mette a disposizione in un contesto che sappia esaltare le sue nuove qualità. Chi vede quell’orso prova la stessa sensazione di quando ha sentito Bjork per la prima volta: Amore. E non può più farne a meno.
In che modo un’idea, se considerata in un contesto diverso, riesce ad adattarsi ad un pubblico diverso facendo leva sugli stessi sentimenti? Lo sa molto bene Bjork, la pioniera dell’avanguardia musicale, come funziona in questi casi. Con il lancio del suo ultimo progetto musicale Biophilia, un complesso scrigno di applicazioni multimediali, videogames interattivi, e solo alla fine brani musicali, ancora una volta il folletto del nord stupisce tutti. Amanti dell’Ipad e non. Non solo presenta un album parzialmente registrato attraverso un tablet ma regala a tutti i suoi fan un nuovo tipo di esperienza musicale. Musica da ascoltare, ma soprattutto da vedere, e da giocare.
Ogni canzone del nuovo album è infatti proposta attraverso un'app che contiene un videogioco del brano, la possibilità di ascoltare la canzone seguendo lo spartito integrale che scorre su un pentagramma, la versione strumentale e, ciliegina, un'analisi critica del testo.
Anticipa e offre alla creatività dei suoi ascoltatori molto più di dieci brani musicali. In qualche modo cerca di intrappolare l’attenzione del suo pubblico in un sistema ipertestuale che non concede distrazioni, quindi se prima ascoltavi Bjork sotto la doccia, ora l’app di Biophilia/Cristalline ti inchioda all’Ipad per più di mezz’ora.
La riuscita di un progetto musicale, da Bjork in poi, non si misurerà più in composizione, sperimentazione, innovazione, complessità, intensità, e timbro. La qualità di un album è ormai legata alla potenzialità di rimaneggiamento delle tracce, alla possibilità di rielaborazione dei remix, all’applicabilità dei files musicali in altri contesti, all’offerta multimediale che propone. Un album non è più un mero contenitore di musica, ma diviene un contenitore di contenuti, di apps, tarato sul numero di esperienze di realtà differenti che riesce ad offrire.
Bjork in questo modo non stupisce più solo gli intenditori di musica, ma anche gli appassionati di visuals, i creativi, gli amanti dei videogiochi, i devoti alla grafica vettoriale, i compositori, i videomakers, i tablet users, il social marketing, l’industria dell’intrattenimento e il business discografico, ridefinendo il concetto stesso di ascolto. Bjork prende un orso, lo rende interessante per un pubblico diverso e lo mette a disposizione in un contesto che sappia esaltare le sue nuove qualità. Chi vede quell’orso prova la stessa sensazione di quando ha sentito Bjork per la prima volta: Amore. E non può più farne a meno.
posted by Federica Flux Rottenmaier
Bjork - Biophilia
Polydor, Universal International
2011
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